Sit Lux et Lux Fuit

La ViaLucis

Il Cammino della Luce

Pellegrinaggio sul Sentiero dell'Illuminazione

Chiudi gli occhi, caro amico, Ed apparirà quella luce Che lo sguardo non può afferrare. (Nirvanananda)

"Quando il tuo intero essere
E' sovraccarico di divinità
Per virtù della tua meditazione,
La tua sola presenza ispirerà gli altri."

Sri Chinmoy

L'alba di un nuovo giorno si leva sulla Terra

Quest'ora non è una corrente ma un vortice

Ogni mondo personale riflette il cielo in fiamme

Per il fuoco che divora le vecchie forme

 Maestro Morya

Qualunque sia la fonte alla quale ci rivolgiamo, otteniamo la medesima risposta: la Luce divina del Logos è la base di tutta l'esistenza... E' la manifestazione più diffusa e visibile sulla terra ma anche, paradossalmente, il massimo dei misteri. E' la Shekinah degli Ebrei, la Sophia degli Gnostici, la Daiviprakriti dei Bramini, il Fohat dei Buddisti, la Madre del Cristo dei Cristiani, l'Iside degli Egizi, la Luce spirituale dei Parsi; Essa costituisce insomma l'unico possibile e ragionevole oggetto di culto per chiunque aspiri alla Vita Eterna, qualunque sia la sua religione e la sua filosofia.

Franz Hartmann

“Praticare lo yoga significa vivere gli insegnamenti teosofici. La pratica dello yoga, per un membro della Società Teosofica, non è un lavoro più o meno parallelo, più o meno complementare ma è appunto, il mezzo dato per mettere in pratica gli insegnamenti teosofici e, all’infuori di questa pratica, non esiste alcun altro mezzo per poterlo fare.

Molti studenti di Teosofia, seri e sinceri, fanno dello yoga senza saperlo e questo avviene perché il senso del termine yoga è stato limitato solo ad una piccola parte di ciò che esso significa, la parte più esteriore, quella che si indirizza al corpo fisico e che ne costituisce solo una tecnica particolare.

Non dobbiamo limitarci al senso sbagliato che si attribuisce, ancora troppo spesso, a questa parola; lo yoga è la realizzazione dell’ Uno e la Teosofia è la realizzazione dell’Uno”.

Da: Avviamento allo studio dello Yoga, Edizioni Teosofiche Italiane, Vicenza 2006

di: Danielle Audoin, eminenteTeosofa francese contemporanea.

 La ViaLucis consiste nell'essenza stessa della nostra ricerca e del nostro portato Teosofico, Esoterico e Spirituale, un percorso di ricerca ed elevazione interiore, una libera scuola mistica esente da particolari Guru, settarismi, appartenenze religiose e politiche. Essa è la Via di sintesi (o meglio una di esse!), che porta al contatto con la fonte interiore, Fonte Sacra di Fuoco e di Luce, Fonte che Illumina l'Essere ed il Cammino del Divenire. La Via è percorribile soltanto da chi ha un cuore puro ed una mente aperta, il percorso in sè non porta fuori nel mondo, ma ci rende pellegrini spirituali sui sentieri interiori dell'Anima e dello Spirito, in una Via ascensionale e "verticale" di concentrazione, con il compito di completezza e di applicazione sul piano esistenziale, sociale, fisico e di Servizio all'Umanità, in una Via "orizzontale" di espansione. Luce, Amore e Volontà positiva sono rispettivamente veicolo, espansione ed effetto della sacra Trinità, in cui l'Uno si moltiplica senza dividersi per raggiungere e soggiornare nei nostri centri, rispettivamente di Illuminazione (la testa), di Amore (il torace) e di potenza (intestino, pelvi).

Ma cosa c'entrano lo Yoga e la meditazione con la Luce?  E Perchè la Luce?

Da: La meditazione è non-fare. Di: Osho

Con la fretta nessuno può arrivare a conoscere se stesso. è un’attesa
molto, molto profonda. Ci vuole infinita pazienza. A poco a poco
l’oscurità scompare.
Compare una luce senza origine. Non contiene
fiamma, non ci sono lampade che bruciano, non c’è alcun sole. Solo una
luce, come al mattino: la notte è scomparsa e il sole non è sorto... O
la sera, al crepuscolo, quando il sole è tramontato e la notte non è
ancora scesa. Ecco perché gli indù chiamano il momento delle preghiere
sandhya.

Sandhya significa crepuscolo, luce senza origine.

Quando entri dentro di te incontri la luce senza origine. In tale
luce, per la prima volta, cominci a capire te stesso, a capire chi
sei, perché quella luce sei tu. Quel crepuscolo, quella sandhya,
quella chiarezza pura, quella percezione, in cui l’osservatore e
l’osservato scompaiono e solo la luce resta, sei tu.

(Da: La Via della Luce, del teosofo Giuseppe Filipponio ed.fuori commercio)

"Una grande luminosità fa da cornice ad un irraggiare di luce rosso porpora che accende il cielo dalla lontana scaturigine del sole che sorge.

Con un crescendo sempre più intenso, un fiume ondoso di vibrazioni luminose penetra l’atmosfera e ammanta il Creato di fulgida bellezza. Un fremito scuote la natura tutta e la vita riprende il ritmo festoso: Cielo e mare si guardano, scambiandosi mille fantasmagoriche iriscenze, mentre nelle valli e sulle giogaie dei monti erompe il canto sinfonico che la Luce crea. Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande è tutto un tendere verso la Luce; perciò essa possiede un segreto spirituale: i fiori aprono le loro corolle al primo bacio del Sole, ne aspirano l’essenza di luce e la trasformano in profumo; la sintesi clorofilliana intensifica il suo processo meraviglioso, vivificando e purificando l’aria.

La Luce, questa divina energia, si manifesta agli albori della vita e si collega alla Potenza della Divina Volontà. Il suo orizzonte non ha limiti, o meglio, ha un limite ideale; i suoi confini sono imponderabili, eccelsi, sovrastano l’infinito, formano il verbo radioso della manifestazione. Il sublime elemento è l’anima di tutto, infatti è nella Luce Divina che si compie il destino degli universi.

Nell’eterno divenire la Luce fissò le immagini e le riportò nel cielo del magico riprodursi. Eppure ai nostri occhi essa resta incorporea, come non avesse sostanza, mentre tutte le cose da essa derivano e dal suo grembo nel portentoso connubio d’amore, sfociò l’universo sensibile. Essa costituisce un mistero, anzi un mistero degno di culto per chiunque aspiri alla vita eterna: il mistero che Dio è Luce sopra ogni altra Luce e dal suo Piano Luminoso scaturiscono le scintille provvide, le Monadi, origini di vita, che si avvilupparono nella materia densa ed il loro olocausto fissò la vita nelle germinanti procelle del Grande Flusso.

L’imperativo della Nuova Era è “Lasciare entrare la Luce”, e già si nota l’anelito dell’umanità verso la luce nell’architettura e nell’edilizia moderna che costruisce edifici con pareti di vetro e con ampie finestre. Ma non è soltanto della luce solare che l’umanità ha bisogno: in questo periodo di transizione della storia umana, necessita soprattutto Luce interiore che illumini la coscienza dell’uomo, che sviluppi la Luce dell’Anima. L’Anima, questa essenza mobilissima, col variare delle prove, attraverso i cicli di esistenza, si trasforma in Luce spirituale. E quando l’Anima ascende, la sua Luce si irradia nel mondo, in forza di un potere sublime di penetrazione e di espansione.

Sappiamo che celata in ogni atomo vi è luce, che col progredire dell’evoluzione la materia, affinandosi, diviene sempre più adatta a produrre la Luce che è nascosta, dimostrando così l’esattezza delle parole del Cristo: “Io sono la luce del Mondo”.

Un ignoto bramano, molti e molti secoli addietro, rivolse al Sole questa Gayatri (preghiera):

Svelaci o Tu, che dai vita all’universo,

da cui tutte le cose provengono

ed a cui tutto ritorna

il volto del vero Sole spirituale

ora celato da un disco di luce dorata,

affinché possiamo conoscere la verità

e fare in pieno il nostro dovere,

mentre procediamo verso i Tuoi Sacri Piedi”.

"La Luce, questa Divina Benedizione, va considerata come la prima manifestazione del Divino potere: “E la Luce fu”; Luce d’amore, irradiazione d’etere luminoso, prima espressione titanica del verbo che parlò in Luce. Questo Principio è dichiarato nei Veda degli Indù, nelle opere di Ermes Trimegisto, nel Dammapadà dei Buddisti, nella Cabala degli Ebrei, nella Bibbia dei Cristiani, nel Zend Avesta di Zoroastro, nella Dottrina di Confucio, ed anche nel Trattato occulto La Dottrina Segreta di H.P. Blawatsky.

Possiamo perciò considerare la Luce come il fulcro del Potere Spirituale che ispira gli uomini verso sublimi aneliti.

… La Luce va continuamente crescendo di intensità, e ciò ebbe origine sulla terra all’incirca nel tempo in cui l’omo scoprì gli usi dell’elettricità, essendo tale scoperta un diretto prodotto dell’intensificazione stessa.

L’uso sempre più intenso dell’elettricità per illuminazione ci conferma che la luce può essere sprigionata dalla materia.

Scrive A.A. Bailey nel trattato dei sette raggi, vol.1°:

“Dal punto di vista degli esoteristi, su tutte le forme di vita, presenti sul pianeta, influiscono tre tipi di luce, e nel periodo attuale un quarto va gradatamente facendosi sentire. Questi tipi di luce sono:

1)    la luce del Sole.

2)    la luce esistente nel pianeta, non quella riflessa dal sole, la sua propria radiosità.

3)    Una Luce che filtra dal piano astrale, cioè una penetrazione graduale e costante della Luce astrale, che si fonde con le altre luci.

4)    Una luce che comincia a mescolarsi con le altre tre, e che viene da quello stato della materia che chiamiamo piano mentale, luce che a sua volta è riflessa dal regno dell’anima”.

Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande è tutto un tendere verso la luce. Ma la nostra meta non è solamente quella di tendere verso la Luce e riceverne abbondantemente, ma soprattutto quella di dimorare nella luce e in essa permearci.

A coloro che ancora chiedono un argomento che conduca al cuore dell’Eterno ecco la Luce ad offrirlo e col dono di accrescere la luce interiore e di renderci degni di comprendere il monito evangelico:

Finchè luce hai, credi nella luce e perciò tu stesso eleggiti figlio della luce.

Parlo di quella luce che è un aspetto del Divino Amore: Dio è luce sopra ogni altra luce e perciò viene a noi come luce."

In ogni luogo e tempo l'uomo ha espresso ciò che concerne il proprio sviluppo evolutivo in termini e metafore d'illuminazione e di Conoscenza, e quindi di Luce e di afflusso di Luce che determina una rivelazione. La visione, che sia terrena o mistica, si espande per azione della luce permettendo al divino di irrompere e soggiornare nell'umano. I mistici e i filosofi hanno sempre asserito che la Luce è il simbolo del Dio manifesto e la scienza sostiene oggi che la sostanza stessa del cosmo, di cui è costituito l'intero universo, è una forma di Energia-Luce. Per la fisica moderna tutte le energie radianti, fra le quali la luce visibile, sono fondamentalmente simili ed obbediscono alle medesime leggi, differendo tra loro solo per lunghezza d'onda o per la carica energetica dei fotoni.

Se quindi la sostanza universale è una forma di energia luminosa, la capacità dimostrata dall'uomo di saperla manipolare e modificare tramite l'interazione con la propria mente, assume implicazioni profonde ed apre il cammino verso una Scienza della Luce.

Gli Yogi orientali ed i teosofi occidentali, hanno sempre paragonato la mente dell'uomo ad una sorta di lente - più o meno potente, acuta e penetrante, tanto quanto più la mente è affinata ed allenata - e la sostanza mentale ad una forma d'energia luminosa. Usata in tal senso la mente non solo rivela il "campo della conoscenza e della potenzialità pura", ma schiude anche la via alla luce dell'Anima che può comunicare con altre menti per via telepatica. Il segreto, accessibile (ma non capibile) a tutti, sta nella capacità della mente umana di dare forma regolare e coerente alla sostanza mentale e di amplificare il potere di proiezione delle idee e dei pensieri. Il lavoro sul piano mentale richiede, per avere successo, uno sconvolgimento nel modo di manipolare e modificare la sostanza stessa del livello mentale, pari a quello di un laser per la luce fisica.

Adottiamo e facciamo nostra la massima di Sri Ramana Maharshi  che cita:

"... La mente deve essere fredda ed il cuore caldo..."

Questo perchè il segreto ultimo della meditazione e della canalizzazione della Luce Mistica, consiste e risiede nell'allineamento e fusione di cuore e mente, poichè la legge generale dell'energia - sotto tutti i suoi aspetti e livelli - prevede l'unione di due opposte polarità per la produzione dell'energia. Positivo e negativo, yin e yang, si incontrano e si scontrano allora, nell'eterna legge della polarità degli opposti, per produrre la luce. Così come la luce elettrica, a livello fisico, per essere prodotta ha bisogno dell'incontro delle due polarità positiva e negativa dell'energia elettrica - anche la Luce Mistica, a livello spirituale, per essere prodotta ha bisogno dell'incontro delle energie sottili del centro o plesso cardiaco (4°chakra: Anâhata) e di quello della mente (il 6° chakra: Âjnâ, centro frontale o del terzo occhio), (passando per il 5° Vishuddha chakra o centro della gola, che in questo caso funge da ponte). Infatti per l'antica medicina tradizionale cinese, cuore e mente sono lo stesso organo sottile, inquadrato nella stessa orbita complementare e obbediente alla medesima legge di trasformazione dell'energia. (Appena sollevai l'obiezione, il Dalai Lama mi diede immediati chiarimenti. "In questo contesto, quando parlo di "addestramento della mente" non intendo con "mente" solo le capacità cognitive o l'intelletto, ma assegno al termine il significato della parola tibetana “SEM”, che è assai più ampio, più simile a "psiche" o "spirito", e include sentimento e intelletto, cuore e cervello. Adottando una certa disciplina interiore, possiamo mutare il nostro atteggiamento, la nostra intera visione del mondo e il nostro approccio alla vita.)

"... La mente deve essere fredda..." perchè rappresenta la polarità yin (lunare o negativa) ed il suo funzionamento intrinseco prevede infatti un lavoro "a freddo" (si dice spesso: a mente fredda), e quando la mente si surriscalda... sapete bene che malfunziona o addirittura non funziona più... La mente fredda è intuitiva e penetrante, logica e razionale, guida e sostegno... La mente surriscaldata diviene irrazionale e prepotente, patologica ed irascibile, provoca scompensi e malattie dell'anima e ci guida verso il disastro...

"Ed il cuore caldo..."  perchè rappresenta la polarità yang (solare o positiva) e, per sua natura, funziona "a caldo". Esso distribuisce, attraverso la circolazione sanguinea, calore e nutrimento a tutto il nostro corpo denso e fisico ed attraverso la circolazione energetica, distribuisce Prana o "nutrimento dell'anima" al nostro corpo sottile e spirituale. Sappiamo infatti che un "raffreddamento" del cuore, porta ad un abbassamento della temperature del corpo a livello fisico (questa cosa mi ha gelato...) e ad un inaridimento dei sentimenti e dell'energia d'amore in sè. Il cuore caldo ama, appassionatamente ed incondizionatamente... il cuore freddo e gelato si chiude in se stesso e lascia morire sentimenti ed emozioni, crea inibizioni e chiusure psicologiche...

A livello simbolico e bioenergetico, l'energia della mente fredda è di colore blu, mentre quella del cuore caldo è rossa, la miscela vitale e luminosa che deriva dalla fusione ed allineamento di queste due... è la Luce mistica e spirituale per eccellenza, di colore... Viola! (Infatti a livello fisico, la fusione dei colori primari blu e rosso danno il colore secondario viola, il colore dei centri più alti!).

Per darvi un esempio di lavoro a livello di pratica meditativa e di visualizzazione, possiamo dire brevemente e sinteticamente, che si canalizza la luce blu del cielo dal settimo chakra (Sahasraha o centro occipitale), da portare nel centro del petto (in Pectoris) e miscelare con la luce rossa della nostra bioenergia personale (o Kundalini), che risiede e risale dai nostri chakra bassi, fino al centro del petto, in modo da produrre, per miscelazione e fusione, la potente luce viola.... il cielo blu rappresenta l'energia alta e spirituale del Padre Celeste (la mente), il rosso sangue rappresenta l'energia fisica e terrena della Madre Terra (il cuore), la luce viola rappresenta l'ottenimento della nostra individualità (il Figlio) e lo strumento energetico per risvegliare i nostri poteri latenti, plasmare la nostra vita e dirigere il nostro Cammino ed il nostro, spirituale Servizio!

Quindi, sinteticamente, la Luce Interiore è prodotta dall'incontro, dall'allineamento e dalla fusione della polarità energetica del cuore con quella della mente, la meditazione occulta è lo strumento alchemico per la sua realizzazione ricordando che:

"... La mente deve essere fredda ed il cuore caldo..."

La Luce è Manifestazione e Presenza divina, Ella si mostra come positività.

Alla Mente apporta chiarezza e quindi la facoltà di discriminare con saggezza; la induce inoltre a formulare pensieri (e pensieri forma) positivi e compiere le scelte positive per il progresso dell'umanità e per la salvaguardia di Madre Terra.

Al Cuore apporta consapevolezza, poichè è nella luce che vediamo le necessità della nostra evoluzione e quelle del genere umano. Il cuore ne diviene consapevole poichè la Luce gli dona comprensione. Il risultato positivo è l'Amore.

Alla Volontà apporta coraggio, pazienza e costanza, manifestandosi come beatitudine e rincuorando in tal modo il pellegrino spirituale: il risultato positivo è la determinazione

Oggi, con l'apertura che comporta il preludio della Nuova Era, si parla molto di Luce astrale o eterica, di spiritualità, di discipline mistiche e di energia cosmica o divina, ma quello che la moltitudine ancora non comprende, è che l'Iniziazione (o espansione della Coscienza e Illuminazione), è un processo che scaturisce da una profonda ricerca ed una dedizione e pratica costante e intensa, e non dalla compravendita di una tecnica, di simboli pseudosegreti o di una particolare cerimonia di iniziazione. Si dice che tutti siamo canali e che tutti possediamo latenti poteri, ed è vero ed intrinseco alla realtà umana ed alla verità ultima, ma è anche vero che tutti (o quasi) possiamo percorrere di corsa i cento metri, ognuno con i propri tempi... tempi che saranno lunghi ed abissali per chi non si esercita, ma centesimali per gli atleti che si allenano per le olimpiadi... Nello stesso modo il dischiudere i poteri spirituali latenti e la possibilità di accedere o contattare i mondi superiori, nonchè la capacità di scorgere, canalizzare e distribuire la Luce, dipendono dalla qualità, dall'intento, dall'applicazione, dalla perseveranza e pazienza del nostro allenamento interiore... Allora lo Yoga sarà la nostra Via, il Maestro interiore sarà il nostro allenatore, l'Asharam o la Scuola mistica, sarà la nostra squadra, il nostro Universo psichico e spirituale la nostra palestra, il Graal il nostro trofeo... Il ricercatore spirituale è un asceta, ed un asceta è essenzialmente un atleta dell'Anima e senza la dovuta disciplina, studio, applicazione ed allenamento mentale non potrà mai raggiungere risultati al di là del velo delle apparenze e delle illusioni... a meno che non sia un particolare predestinato o l'incarnazione di qualche Maestro asceso!

Il nostro Insegnamento consiste in corsi e seminari di studio, ricerca e sperimentazione, una libera scuola di mistica e Saggezza esoterica (Ashram), una scuola che richiede l'impegno, l'applicazione e la volontà dell'allievo nello studio, nella pratica e in un percorso ascensionale progressivo che, come tutti i cammini spirituali (comunque tutti raggi risalenti all'Unica Fonte al centro della Ruota), richiedono tempo e dedizione e dove la meta è il percorso stesso...

L'apprendista studente che vuole approdare a tale insegnamento, che di per sè è chiaramente anche terapeutico e taumaturgico, deve però sapere che questo particolare corso che offriamo non è mirato alla guarigione personale del partecipante (anche se tratteremo e sperimenteremo la guarigione esoterica), ma è accessibile soltanto a ricercatori che abbiano sperimentato già altri tipi di yoga fisici e bioenergetici e che comunque si trovino in ottime condizioni di salute ed equilibrio psico-fisico, oltre che su un puro sentiero spirituale egotrascendente. Quando nello yoga si parla di "pericolosità", di "rischi", di "effetti indesiderati o negativi", questi non dipendono dalla disciplina in sé ma dallo sbagliato approccio alle tecniche o peggio, da un istruttore non preparato (pullulano, in questo momento di passaggio, i falsi profeti). La "scaletta ascensionale" dello yoga offre possibilità di lavoro sul corpo e sulla guarigione fisica (Hatha Yoga), sulla bioenergetica e vitalità personale (Kundalini Yoga), sul controllo del respiro per la guarigione dell'anima (Pranayama Yoga). Quello che noi offriamo con il training e la Scuola della ViaLucis, è essenzialmente e sinteticamente un percorso di Raja Yoga, lo Yoga reale, regale, mistico, occulto, mentale, Magico, esoterico, meditativo e contemplativo, di concentrazione e di espansione, il vertice e la punta diamantina del percorso ascensionale delle discipline yogiche. Chiamato, nelle epoche e nelle culture con diversi appellativi, consiste comunque ed uniformemente sul pianeta e nelle culture, nel corpo di esercizi, una volta segreti (ed oggi comunque accessibili solo alla mente aperta, preparata e già in cammino), volti al superamento delle barriere fisiche ed egoiche per il contatto verticale (mistico) con la Divinità e le sfere spirituali superiori. Pertanto, non offre spazio o appiglio al curioso, al bisognoso di cure od al ricercatore non preparato, soprattutto a chi vuole bruciare le tappe o banalizzare il Sentiero, o peggio ancora, a chi lo approccia per accrescere avidamente la propria potenza personale, nel contatto orizzontale (telepatico) e quindi di controllo sugli altri e sull'energia economica (quelli che chiamano: i maghi neri).

Si dice che tutte le forme di Yoga comincino con "Hatha" e finiscano con "Raja"(W.Slater)

Dalla primordiale e misteriosa cultura sciamanica-tibetana del Bon, sul tetto del mondo, nasce (o meglio, viene preservato dalla razza umana antecedente) il Tantra, la Via delle vie, arcana antica Saggezza, che come un potente e maestoso sole nascente si irradia in tutte le regioni del mondo e permea ogni ricerca mistica ed ogni religione: diviene Yoga in India (Raja Yoga per le tecniche di meditazione occulta), Qi Gong in Cina, Shingon in Giappone (ambedue i termini hanno lo stesso significato di: manipolazione dell'energia, lavoro sulla coscienza, e rappresentano le pratiche esoteriche segrete delle rispettive culture). Contemporaneamente, questa Luce unica, primordiale, eterica, si irradia anche in Occidente, nella cultura e nella mistica dei pionieri delle nostre strutture mentali, culturali, sociali ed archetipali.

La Luce del sole centrale è stata però volutamente e malvagiamente velata dai potentati terreni e pseudospirituali occidentali, divenendo così la spina dorsale occulta dei movimenti esoterici e delle società iniziatiche. Da qui nascono la Cabala e la Merkaba' nella cultura ebraica e sinaitica, la Gnosi in ambienti pre-cristiani e proto-cristiani e poi alessandrini, il Sufismo in ambiente islamico. I risultati della moderna ricerca teosofica ed esoterica, da Madame Blavatsky a R. Steiner e ai teosofi contemporanei, ci indicano e ci riportano all'occulta Fonte primordiale di Luce, alla radice unica della spiritualità dell'uomo, inteso come Unica Umanità sulla sua Madre Terra... Ed è su questi principi, questa Fonte, questa radice unica, questa sintesi e reintegrazione che vogliamo ricercare e muoverci, sulla pura Verità scevra e disintossicata dalle manipolazioni, dalle artefazioni, dalle contorsioni e dagli offuscamenti di parte. E' riconosciuto come vero e verace solo quell'insegnamento della Sapienza Antica che ci indica la stessa Luce, Verità e Via, anche se con modi e linguaggi diversi e solo apparentemente contraddittori nelle culture dell'Umanità... una Luce, Verità e Via che si disvela come radice Unica ed archetipa di tutte le forme planetarie di elevazione mistica e pratica spirituale... la sperimentazione e l'intiuzione dirette della mente allenata faranno il resto... e se son rose fioriranno!

La ViaLucis è quindi sintesi ed integrazione, è ricerca della radice occulta comune dell'umanità e non presenta altra etichetta, consapevole che le etichette sono il diverso nome che le culture e le civiltà hanno dato al medesimo, radicale, essenziale Cammino della Luce, il necessario pellegrinaggio dell'anima sul sentiero dell'Illuminazione spirituale, la Via interiore che unisce la forza del serpente a quella del cuore ed a quella della mente per poterci fondere in comunione estatica con l'umanità intera, con la Gerarchia dei Maestri e con le sfere spirituali superiori,  attraverso la pratica costante e profonda della meditazione mistica, che comporta lo schiudersi progressivo dei poteri latenti della mente umana, poteri spirituali che si acquisiscono ed accrescono con progressive espansioni della coscienza personale in quella cosmica, dette esotericamente: Iniziazioni. Nella ViaLucis chiamiamo "meditazione mistica" quella che i saggi indiani hanno definito Raja Yoga, i teosofi Meditazione Occulta e Meditazione dell'Anima ed i maestri ascesi ci hanno trasmesso con la Saggezza dell'Agni Yoga e quella che gli esoteristi latini definivano "la Pratica del Sonno Desto" . La Meditazione mistica è l'anima di ogni pratica esoterica, evolutiva e spirituale.

Il principiante che non ha mai approcciato lo yoga mentale meditativo, o i suoi preludi fisici e bioenergetici, se ben intenzionato, sincero ed aperto, può comunque intraprendere il Cammino della ViaLucis, chiaramente da studi e pratiche introduttivi e progressivi. Egli lavorerà innanzitutto con esercizi fisici e bioenergetici, per approdare alla concentrazione ed alla meditazione mistica soltanto più tardi e per gradi. Sottinteso a questo percorso c'è l'affinamento delle percezioni interiori e l'esperienza diretta, mistica e gnostica del divino, solo l'anima che avra contatto mistico , esperienza diretta e prova sperimentale personale, potrà sapere compiuto e positivo il proprio percorso su questa Via.

Nella nostra scuola non vi è bisogno di abbracciare credi, religioni o movimenti particolari, abbiamo già detto che lavoriamo nell'essenza della radice comune; non vi è bisogno di vestirsi da guru indiani o orientali, rispettando la cultura dominante, la semplicità, la pratica e la comodità; non vi è bisogno di rompersi i legamenti con posture forzate o posizioni astruse, con le dovute accortezze si può praticare su una sedia o comodamente in poltrona; non vi è bisogno di dare un nome esoterico o magari sanscrito alle cose, alle forme ed agli esercizi per favorire la separatività; non vi è bisogno nemmeno di essere per forza vegetariani, conformi a qualche regola, ferrati in materia, particolarmente dotati o menti assolutamente mistiche e sensitive... l'unico bisogno è di essere veri ricercatori spirituali, aperti, ricettivi ed amanti dell'Unica Verità e del Principio Unico. Lavoreremo prevalentemente con la meditazione profonda, statica o dinamica, guidata o silente, con la concentrazione interiore su colori, simboli e fini spirituali ed evolutivi (visualizzazione mentale creativa), con respirazione controllata e altre tecniche di respirazione, ci avvarremo di esercizi di Kundalini, di Raja, di Mantra Yoga, di Mudra (gestualità rituale, come la classica posizione yogica del contatto dei polpastrelli), di suoni e tamburo sciamanico, di riequilibrio dei centri energetici e di guarigione spirituale. Ma questi sono soltanto i mezzi e le tecniche, ma quello che, attraverso gli attrezzi interiori che affineremo, andremo a ricercare, a contattare, a conoscere e manipolare, è la Luce Mistica, la sostanza eterica che plasma l'essente e costituisce l'essenza stessa della Verità ultima, canale, veicolo e ponte di Saggezza spirituale, Amore Universale e Potenza Divina.

Condivideremo le nostre ricerche e le nostre esperienze ed insieme esperiremo nuove vie ed arcani orizzonti, lo studio dei testi e delle dottrine yogiche ed esoteriche nutrirà quell'altro lato del cervello che ha sete di sapere e che integrerà la coscienza con la conoscenza e la comprensione profonda... un percorso di Jnana Yoga, integrato con quello del Bhakti Yoga ed il tutto sotto la potente stella del Raja!

Attraverso la perfezione nello studio e nella meditazione

lo Spirito Supremo diventa manifesto:

lo studio è uno degli occhi per percepirlo,

la meditazione l'altro.

H.P. Blavatsky

« Il desiderio ardente nella pratica, lo studio di se stessi e delle sacre scritture, l'arrendersi a Dio sono le azioni dello Yoga. » Patanjali - yogasutra

Ora, per meglio introdurvi alla comprensione e all'essenza dello Yoga Occulto, vorremmo citare degli stralci sul Raja Yoga dall'omonimo libro del teosofo inglese Wallace W. Slater, un corso pratico semplificato che consigliamo vivamente ai neofiti, come splendido e chiaro manuale introduttivo, ed agli esperti come trattato di estrema chiarezza e semplicità divulgativa!

Da: Raja Yoga, corso pratico semplificato, di Wallace Slater, Edizioni Mediterranee, Roma.

"Il termine Yoga è oggi generalmente usato per definire varie forme di ascetismo, di meditazione e di training spirituale praticate da Indù, Buddhisti o Cristiani. Ciò nonostante, originariamente, lo Yoga era un'antica forma di disciplina indiana che, modificata in fasi successive da scrittori indiani, è stata poi adottata dai Buddhisti e praticata in Occidente, in differenti e molteplici forme, da chi si professa Cristiano o da chi dichiara di non appartenere a nessuna fede. E' perciò dalle fonti originali dell'India che va ricavato il materiale di studio.

Il termine Yoga deriva da "YUI" che significa "Unire insieme", "Aggiogare", e in questo senso la sua pratica è tesa all'unione dello spirito individuale dell'uomo con il grande Spirito di Dio (Ishwara) o con l'Anima Suprema dell'Umanità. In primo luogo deve però avvenire una liberazione, una separazione delle cose esterne dall'essere interiore, una separazione del "mondo profano" dallo Spirito. Ciò può essere ottenuto mediante quelle pratiche che mirano a ritirare la coscienza dalla "periferia" per portarla verso il "centro": dal mondo materiale dei nostri sensi a un calmo centro interiore di realtà, chiamato in modi diversi: Spirito, Verità, Saggezza, Sè o âtma. A questo livello l'uomo riconosce di essere uno con tutta l'umanità e con l'Eterno.

Lo Yoga può essere guardato come un processo per il raggiungimento della perfezione, meta di una normale evoluzione. Secondo Radakrishna "La disciplina dello yoga non è nulla di più che la purificazione del corpo, della mente e dell'Anima e la loro preparazione a beatifiche visioni" (filosofia indiana). Questo ritiro della coscienza dal mondo esteriore dei sensi può essere conseguito in diversi modi: con il controllo del corpo fisico che si apre così all'energia cosmica attraverso la respirazione e gli esercizi fisici (Hatha Yoga); o la concentrazione sui centri psichici atta a risvegliare l'energia cosmica primordiale dell'individuo (Laya o Kundalini Yoga); facendo uso della ripetizione di certe parole o frasi per equilibrare la mente (Mantra Yoga). E' anche possibile lavorare dal "centro" alla "periferia" per raggiungere l'unione del "più alto" col "più basso" mediante il controllo del pensiero (Jnana Yoga); controllando la coscienza emozionale mediante la devozione a un ideale (Bhakti Yoga); con il controllo delle proprie azioni per motivi non egoistici (Karma Yoga).

Queste e altre varie forme di Yoga sono descritte nelle antiche Scritture sanscrite: nelle Upanishad, soprattutto nel Yogatattva, nel Dhyânabindu e nel Nâdabindu; nel Mahâbhârata, in modo particolare nella porzione aggiunta della Bhagavad gita e nel Mokshadharma; infine nei già citati Yogasutra di Patanjali. Lo Yogatattva riconosce quattro tipi di Yoga: Mantra, Laya, Hatha e Raja. Il Mahâbhârata basa il suo Yoga sulla diretta percezione dell'aspetto mistico della natura, dando risalto alla purezza e con il controllo del desiderio e con la compassione. La Bhagavad gita rappresenta uno dei livelli più alti della spiritualità indiana convalidando tutti i "sentieri" di unione con il Supremo.

Lo Yoga classico dell'India è quello di Patanjali che è stato riconosciuto dai Brahmini come uno dei sei sistemi ortodossi di filosofia (Darshanas). Questo è il Raja Yoga e si dice che abbracci tutti e sei i tipi di Yoga sopracitati. E' stato anche chiamato lo Yoga della Volontà. Definito come il più antico e scientifico metodo di autotrasformazione volto a realizzare l'unione dell'individuo con il Reale, l'Eterno, il Raja Yoga sviluppa la volontà con la concentrazione e la meditazione, armonizzando il sistema nervoso con più alte vibrazioni. Gli Yogasutra o aforismi di Patanjali espongono il sistema del Raja Yoga suddividendolo in otto fasi, stadi o, appunto, suddivisioni (âshtânga, letteralmente "con otto membra"). Queste otto fasi sono elencate nel suo capitolo II, sutra 29, così come le riportiamo qui di seguito, ciascuna accompagnata dalla sua traduzione:

1) Yama : Auto controllo

2) Niyama : auto disciplina

3) Âsana : posizione

4) Prânâyâma : controllo della respirazione

5) Pratyâhâra : controllo dei sensi

6) Dhâranâ : concentrazione

7) Dhyâna : meditazione

8) Samâdhi : contemplazione

I libri di testo normalmente trattano la materia seguendo questa successione e basandosi sul principio che a ciascuno stadio successivo si arriva a conoscenza acquisita degli stadi che lo precedono.

I primi due stadi (autocontrollo e autodisciplina) costituiscono essenzialmente una preparazione di base preliminare e trattano la moralità e l'etica. I tre stadi successivi (posizione, controllo della respirazione e controllo dei sensi) riguardano la disciplina del corpo. Tutti e cinque gli stadi insieme permettono di acquisire una preparazione "esterna" (bahiranga).

Gli ultimi tre stadi (concentrazione, meditazione e contemplazione) riguardano invece la parte interiore (antaranga) e comprendono tutti gli aspetti del controllo della mente. Questa è la pratica più importante del Raja yoga, che dalla concentrazione (attenzione esclusiva su un idea) si passa attraverso la meditazione (o attanzione continuamente mantenuta al di là del piano delle percezioni dei sensi) per arrivare alla contemplazione (la finale realizzazione o stato di estasi) Questo triplice processo viene chiamato sanyama, che tradotto significa equilibrio (letteralmente: mantenere insieme).

... Così quando lo yogi raggiunge l'apice della sua meditazione, passa ad uno stato di estasi in cui i sensi fisici e la facoltà del pensiero emotivo sono quiescenti come durante il sonno, ma, ciò nonostante, la sua capacità di "assimilare saggezza" è sveglia e attiva. Egli ha trasceso il pensiero in quanto tale e diviene un centro illuminato di ciò che possiamo definire meglio come "sopra-coscienza", una vivida e vigile dinamo di "energia statica". Questo è il samadhi. Perciò si raccomanda che il soggetto scelto per la contemplazione sia tale da elevare il livello della coscienza del mondo materiale delle esperienze a un centro interiore che trascenda l'esperienza stessa, e sia tale da essere al di fuori della normale coscienza e in contatto con il Sé universale o vita del Cosmo. Possiamo pensare al Sé interiore come a un punto di consapevolezza che, però, nello stesso tempo abbraccia l'universo: è per questo che abbiamo introdotto il termine sopra-coscienza. All'interno del Sé non c'è il senso di Io o di mio. Vi è soltanto un'esperienza di gioia indescrivibile, una pace oltre la comprensione, un potere che è più forte di ogni autorità di questo mondo.

Il conoscitore e il conosciuto sono diventati uno.

La meditazione ordinaria può e deve essere praticata per ottenere il controllo del comportamento, per il così detto sviluppo spirituale, per la disciplina mentale e per aprire le porte della mente. Ma la contemplazione richiede una grande intensità a un più alto livello e perciò i soggetti suggeriti abitualmente sono associati con il Sé Universale, con'un esperienza di beatitudine, con qualità che sono tutt'uno con le loro stesse azioni.

... Il Raja Yogi ha il controllo sui suoi pensieri, sui suoi sentimenti e sulle sue azioni. Egli riconosce che l'uomo è Spirito e che la mente e il corpo sono suoi servitori. Egli agisce in armonia con i suoi compagni uomini, riconoscendo che tutti sono membri di una Fratellanza Umana. Egli con i suoi giudizi pacati, la sua pace e la sua comprensione è d'esempio e ispirazione per qualsiasi comunità nella quale si muove. Egli è coscientemente o subcoscientemente uno con l'infinita sorgente dell'Essere e perciò è in grado di chiedere a tale fonte ispirazione e guida. Ma tale forza è valida per azioni altruistiche. Non ha senso di superiorità, nè senso di isolamento spirituale: lo yogi guarda calmo alla vita in tutti I suoi aspetti. Avendo raggiunto questi risultati egli è una dinamo di potere spirituale.

... Questa è la vera meta del Raja Yoga. Il Maestro che guida i nostri passi è il nostro stesso Sé superiore, il nostro Dio interiore. "Tu sei il TUO SE', l'oggetto della tua ricerca" (La voce del Silenzio, H.P.Blavatsky).

Testi vari per la comprensione e lo studio della Scienza del Raja Yoga:

- La Scienza dello Yoga, di I.K. Taimni, Ubaldini edizioni;

- La Via della Luce, di Giuseppe Filipponio (edizione fuori commercio);

- Raja Yoga, corso pratico semplificato, del teosofo inglese Wallace Slater, Edizioni Mediterranee;

- Avviamento allo studio dello Yoga, di Danielle Audoin, Edizioni Teosofiche Italiane;

- Aforismi Yoga di Patanjali, versione e commento del teosofo W.Q. Judge (versione telematica);

- Aforismi Yoga di Patanjali, di S.Prabhavananda e C.Isherwood, Edizioni Mediterranee;

- Il potere del serpente, di A. Avalon, Edizioni Mediterranee;

- La Luce sul Sentiero, ed. E.T.I.;

- La meditazione, di Clara M. Codd, Edizioni Teosofiche Italiane;

- Raja Yoga o occultismo di H.P.Blavatsky, Edizioni Teosofiche Italiane;

- L'uomo ei suoi corpi di A. Besant, Edizioni Teosofiche Italiane;

- Il potere del pensiero, di A. Besant, Edizioni Teosofiche Italiane;

- Il tempio interiore, di A. Besant, Edizioni Teosofiche Italiane;

- I sette principi, di A. Besant, Edizioni Teosofiche Italiane;

- La Luce dell'Anima, di A.A. Bailey, edizioni Nuova Era;

- Lettere sulla Meditazione occulta, di A.A. Bailey, edizioni Nuova Era;

- Telepatia e il veicolo eterico, edizioni di A.A. Bailey, edizioni Nuova Era;

- Raja Yoga di Yoghi Ramakaraka ed. Libritalia;

- Il potere segreto della magia mentale, di W.W. Atkinson, Venexia editrice;

- I poteri occulti dell'uomo e lo yoga tantrico indo-tibetano, di Tommaso Palamidessi, ed. Arkeios;

- La tecnica dello yoga tantrico indo-tibetano, ed. Arkeios;

- Concentrazione e meditazione, di Swami Sivananda Sarasvati, ed. Mediterranee;

- L'uomo di Luce nel Sufismo iraniano, di H. Corbin, ed. Mediterranee;

- I Mantra, sacre parole di potenza, di J.Blofeld, ed. Mediterranee;

- Agni Yoga e Collana sull'Agni Yoga, edizioni Nuova Era;

- Agni, la Via del Fuoco, di Bruce Lyon, ed. Il Libraio delle Stelle;

- Autobiografia di uno Yogi, P. Yogananda, ed. Astrolabio;

- Kundalini, un'esperienza occulta, Edizioni Teosofiche Italiane;

- Magia bianca e nera, uso e abuso dei poteri psichici, di: C.W. Leadbeater, Edizioni Teosofiche Italiane;

- Metodo pratico di autoelevazione col Qi Gong tradizionale cinese, Erga Edizioni;

- Meditazione trascendentale, di Robert Hollings, Armenia Editore;

- Meditazione e meditazione dinamica di Osho, ed. Mediterranee;

- Kensho, il cuore dello Zen, di T. Cleary, ed. Mediterranee;

- La filosofia esoterica dell'India, di I.C. Chatterji, Edizioni Teosofiche Italiane.

- Il manoscritto dello yoga caucasico, di Stefan Colonna Walewski, ed. Venexia.

FREE E-BOOK IN PDF LIBERAMENTE SCARICABILI:

 Raja Yoga:

Introduzione al Raja Yoga (di Massimo Rodolfi)

I Yogasutra di Patanjali (E-Book-pdf)

(Versione e commento di WILLIAM QUAN JUDGE )

Verso il Tempio  (E-Book_pdf)

(I Yogasutra di Patanjali versione e commento di Annie Besant)

Il Sentiero del Discepolo  (Annie Besant - E-Book-pdf)

 La Luce dell'Anima (E-Book-pdf)

(I Yogasutra di Patanjali versione e commento di A.A.Bailey)

La Scienza della Meditazione Occulta

Introduzione alla Meditazione Occulta

(Stralci degli scritti sulla meditazione di A.A.Bailey)

Agni Yoga (E-Book-pdf) di Helena Roerich

Per scaricare gli altri testi dell'Agni Yoga: http://www.agniyoga.org/ay_it/index.html

AGNI Di: Bruce Lyon (E-Book_pdf)

stralci vari meditazione e yoga in pdf:

YOGA (Jnana - Bhakti - Raja) (pdf)

arte_ascolto_osho_.pdf

LA_MEDITAZIONE_OSHO.pdf

la_meditazione2_osho_.pdf

il_terzo_occhio_yogananda_.pdf

respira_con_me.pdf

PERCHE'_MEDITARE_.pdf

sulla_meditazione_krishnamurti_.pdf

meditare_e_meditazione_krishnamurti_.pdf

Patanjali

 Kriya Yoga:

Cos'è il Kriya-Yoga

Kriya-Yoga I.pdf

Kriya-Yoga II.pdf

Kriya-Yoga III.pdf

Philosophy Kriya Yoga.pdf

LE DUE VIE DELLA LUCE

 

Aïvanhov e la LUCE:

Abituatevi a concentrarvi sulla luce. Pensate che la attirate, che la introducete in voi affinché riempia tutto il vostro essere di particelle della più grande purezza. E quando sentite di aver incorporato in voi quella luce, esercitatevi a inviarla attraverso lo spazio per aiutare tutti i vostri fratelli e sorelle sulla terra.
Quante persone, con il pretesto di non avere doni né qualità speciali, si credono giustificati a lasciarsi andare a una vita mediocre! No, nessuno può giustificarsi così. Anche l’essere più diseredato e privo di mezzi può fare questo lavoro con la luce; facendolo realizza qualcosa che è più importante di tutto ciò che altri – dotati e capaci – possono realizzare in altri campi. Anche l’essere più diseredato ha la possibilità di acquisire questo stato di coscienza superiore: attirare a sé la luce e proiettarla su tutte le creature nel mondo.

« Voi siete pronti a correre ovunque per cercare aiuti e rimedi ai vostri malesseri interiori, ma non ricorrete mai a quella luce sempre presente, la luce che impregna tutto l'universo e nella quale siamo immersi. Perché?... Quando vi sentite stanchi, scoraggiati, delusi, pensate a cercare aiuto presso la luce, concentratevi su di essa e immaginate di farla circolare in voi. Essa purificherà non solo il vostro organismo psichico, ma in una certa misura anche il vostro organismo fisico, e voi vi sentirete tranquillizzati, rigenerati e in grado di riprendere le vostre attività, poiché essa vi avrà dato il gusto delle cose.
Uno dei metodi più efficaci per raccogliere la luce consiste nel ringraziare il Signore e benedire il Suo Nome. Più volte al giorno, fate una pausa e ripetete: «Grazie, grazie Signore, grazie per la vita, grazie per la luce. Che il Tuo Nome sia benedetto per l'eternità». »

Certe persone si dichiarano credenti pur confessando che Dio rimane per loro una nozione astratta; non sanno come entrare in relazione con Lui, e ovviamente sentono che manca loro qualcosa. In realtà, il metodo più efficace per legarsi a Dio è concentrarsi sulla luce. Dio non è la luce, è molto più che la luce: non Lo si può conoscere e neppure Lo si può immaginare. Ma perché sta scritto nella Genesi che il primo giorno Dio creò la luce? Perché Egli voleva fare della luce la sostanza dell’universo. Se la luce è la prima emanazione divina, significa che essa contiene tutte le qualità e le virtù di Dio, e per questa ragione noi riusciremo ad avvicinarci a Dio solo attraverso la luce.

Ecco un esercizio. Ogni giorno pensate a concentrarvi sulla luce, immaginate che l’intero universo sia immerso nella luce, immaginate di riposare in essa, di fondervi in essa e di impregnarvi di tutte le sue virtù. Fate questo esercizio più volte al giorno: a poco a poco sentirete che quella luce vi dà la pace, l’armonia, la forza. E questo significa entrare in relazione con Dio.  »

 Non dite che non avete nessun mezzo per sapere se interiormente siete nel vero. In realtà possedete almeno un criterio: la luce.
Quando meditate, quando vivete un momento di grande elevazione spirituale, potete sentire a volte che tutto in voi diventa luminoso, come se si fossero accese delle lampade, come se fosse sorto un sole. Avete perfino l’impressione che quella luce fuoriesca attraverso il vostro viso, le vostre mani e tutto il vostro corpo. Perché? Perché non appena riuscite a raggiungere le regioni superiori del vostro essere, là dove regnano la purezza e l’amore, in voi si accende una luce: voi la sentite, la vedete, e tutto si illumina. Se invece vi lasciate andare a pensieri, a sentimenti e a desideri egoistici e malsani, non è nemmeno necessario che vi guardiate in uno specchio per rendervene conto: sentite fisicamente delle ombre sul vostro viso. Allora non dimenticate mai questo criterio: la luce. E sforzatevi di vivere ogni giorno stati di coscienza spirituali che vi daranno questa sensazione di luce.

La luce è una materia talmente sottile che non può essere pesata e neppure toccata, e tuttavia è proprio la luce a dare accesso al mondo spirituale. Ecco perché dobbiamo cercare la luce e pensare ogni giorno a introdurla in noi come una quintessenza pura, splendente.
Gli Iniziati, per i quali l'unica realtà è la luce, non smettono mai di lavorare con essa, di concentrarsi su di essa, per stabilire delle comunicazioni con il mondo divino. Le loro pratiche e il loro insegnamento possono riassumersi così: l'unico mezzo veramente efficace che abbiamo per entrare in relazione con il Cielo è quello che noi stessi siamo in grado di creare tessendo fili di luce tra quel mondo e noi. Una volta tessuti quei fili, il Cielo e la terra in noi entrano in contatto e fanno degli scambi che ci danno la pienezza.

È necessario che ovunque nel mondo si creino focolai di luce, affinché questi costituiscano il legame fra la terra e il Cielo. Essi sono canali viventi attraverso i quali scendono le benedizioni divine per tutti gli esseri umani. Fortunatamente simili focolai esistono già, poiché senza di essi la terra sarebbe preda di tutte le forze oscure e distruttrici.
Volete veramente aiutare la vostra famiglia, il vostro paese e il mondo intero? Ovunque andiate, sforzatevi di creare focolai di luce, diventando voi stessi un focolaio di luce attraverso il quale la terra entrerà in contatto con il Cielo. Ecco il compito più glorioso che possiate intraprendere: far sì che tutte le anime umane beneficino dei vostri sforzi, affinché, grazie al vostro lavoro, esse ricevano il nutrimento spirituale e la gioia.

Quanti viaggiatori parlano con ammirazione delle esperienze che hanno vissuto nel deserto o sulla cima di un monte! Di fronte all'immensità, lasciandosi impregnare dal silenzio che regna in quei luoghi, dicono di aver avuto la rivelazione di un tempo e di uno spazio che non sono il tempo e lo spazio umani; hanno percepito una presenza che sfugge a qualsiasi spiegazione, ma che si è costretti a riconoscere come qualcosa di reale, come l'unica realtà.
Sono forse necessarie condizioni eccezionali per vivere tali esperienze? La verità è che quella presenza che l'uomo scopre nel cuore del silenzio non smette mai di manifestarsi, in qualunque luogo egli si trovi. Provi anche solo a far tacere le voci discordanti dei suoi istinti, delle sue passioni, dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti oscuri e caotici: il silenzio che si instaurerà in lui avrà il potere di proiettarlo in un altro tempo e in un altro spazio, dove il sapere divino iscritto in lui da tutta l'eternità, a poco a poco si rivelerà alla sua coscienza.


Omraam Mikhaël Aïvanhov

La Luce è un'energia radiante cioè, più precisamente, un'energia luminosa che, agendo sugli organi della vista, consente loro di compiere la propria funzione.

Secondo la teoria moderna, la luce (visibile o no) consiste di quanti d'energia che si propagano come sorretti da onde; il loro comportamento statistico è determinato dal fatto che la loro energia in ogni punto è mediamente uguale all'intensità del sistema di onde in quello stesso punto.

Webster's Dictionary

 

Nell'Universo, le leggi dell'evoluzione e della conoscenza sono esattamente le stesse leggi dello Yoga, e i principi per mezzo dei quali la conoscenza si apre alla grande evoluzione dell'Umanità sono gli stessi principi che troviamo nello Yoga e che noi deliberatamente applichiamo per un più rapido dischiudersi della nostra coscienza

Annie Bèsant

 

Occorre sempre ricordare che il grande tema dellaLuce

pervade interamente il fine ultimo del nostro pianeta.

La Luce è la sostanza delle cose sperate, l'evidenza di quelle non viste.

Luce e Sostanza sono sinonimi, così come Anima e Luce.

In questa lunga ugaglianza; Luce, Sostanza, Anima - sta la chiave per comprendere la fusione e l'unificazione che il Cristo espresse così compiutamente per noi nella Sua esistenza terrena.

La Luce si conosce da ciò che rivela. L'assenza di Luce fa sparire il mondo fenomenico, gettandolo in un'apparente non-esistenza.

Alice Anne Bailey

 

Cerco la Via

Bramo conoscere

Ho visioni e impressioni vive, ma fuggevoli.

Oltre il Portale, dall'altra parte

Sta quella che chiamo la mia casa

perché il circolo è stato percorso quasi interamente

e la fine sta per ricongiungersi al principio.

Cerco la Via

I miei piedi hanno calcato tutte le strade.

La Via del Fuoco mi chiama irresistibile.

Nulla in me cerca la via della Pace,

niente in me vuole la terra.

Che il fuoco divampi, che le fiamme divorino;

che tutte le scorie siano arse

e che io passi quel cancello

e percorra la Via del Fuoco.

Mantram del Fuoco

 

Il tuo fuoco fulvo

mi eleva da un timido coraggio

alle animiche fiamme divoranti

di una semplicità che non ha paura.

Permanendo nel tuo nucleo ardente

devo solo aspettare

che le scorie della mia dimenticanza

colino fuori come oro fuso.

...Un tesoro fatto di Spirito

che aspetta di essere speso

in bellezza.

Agni (Fuoco)

 

Con la spada della mia volontà

nel reame dello Spirito

Io, per me stesso

scolpisco un trono

sul quale salirò

N.Sri Ram

Coloro che serviranno come Portatori di Luce osserveranno quindi tre norme:

a - Coltivare la Luce della Saggezza, Luce che collega l'uomo al Volere e al proposito di Dio, che consente di vedere ogni cosa nelle reali proporzioni.

b - Espandere la Luce della Comprensione, Luce che unisce l'uomo al cuore e all'Amore di Dio e alla Compassione dell'Universo.

c - Sviluppare la Luce della Conoscenza, che collega l'uomo alla Mente di Dio e gli consente di dominare i tre mondi della propria evoluzione.

Quando l'uomo sviluppa in sè questi tre aspetti della Luce, è in grado di irradiare Luce tramite l'Anima del mondo all'Anima di tutte le cose: in tal modo serve.

Quando un uomo cammina - letteralmente - nella Luce dell'Anima, la gloriosa luce del sole che l'investe gli mostra il Sentiero e, al tempo stesso, il Piano. Simultaneamente egli capisce che questo è ancora bel lungi dall'essere compiuto. Le tenebre risaltano in tutta la loro oscurità; il caos nel quale versano i gruppi mondiali, la loro pochezza e i loro difetti appaiono alla vista; si notano altresì il fango e la polvere che coprono gli eserciti in lotta e il dolore del mondo s'abbatte interamente sull'aspirante stupefatto, ma illuminato. Resisterà questi alla pressione? Saprà asseuefarsi al dolore e nello stesso tempo gioire eternamente nella Coscienza divina? Sarà capace d'affrontare ciò che la Luce rivela, pur proseguendo sereno nel suo cammino nella certezza del trionfo finale del bene? Sarà sopraffatto dal male che sta alla superficie, non cogliendo l'essenza d'amore che pulsa dietro ogni apparenza? Che il discepolo ricordi sempre questa situazione, se non vorrà essere distrutto da ciò che ha scoperto.

Alice Anne Bailey

Buddha.jpg

… Che ogni uomo così disposto proceda a scoprire il proprio ideale,

la Stella che gli sta di fronte per guidarlo, la segua senza mai deviare dal suo sentiero

ed è quasi certo che raggiungerà il Faro della sua Vita, la Verità.. H.P. Blavatsky

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NON SI VOLGE CHI A STELLA E’ FISSO  Leonardo

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